Il disegno, garbuglio di materia e spirito.

 di Sandro Parmiggiani

Dice Galliani che disegnare è donare una pelle al supporto ” una pelle che è fatta di mina di piombo, o, nel caso delle Nuove anatomie, anche di pigmenti rossi “ma in questo utilizzo della matita si dà, con la superficie nuda della tavola, un contatto assai più profondo di quel; lo che si ha lavorando con il pennello su una tela. La pel; le delle mani dell’artista ripetutamente sfiora, accarezza, tocca, volutamente o accidentalmente amplia un segno di matita. Basta osservare le mani di Omar: recano, da anni ormai, le tracce incancellabili ” come capita a certi artigiani che, ad esempio, s’occupano di motori ; di una mina di piombo che ormai ha varcato la buccia della sua pelle, e circola nel suo sangue. Il disegno, dunque, che dà vita a un altro corpo che diventerà, in quanto opera, una sorta di messaggero, di ponte, tra il corpo dell’artista e quello di chi quell’opera guarderà, nasce anche da un contatto intimo tra due corpi, quello di chi disegna e quello del materiale che quel disegno sta accogliendo nel suo grembo. Quelle tavole di legno, quei fogli di carta[ … ] recano ormai le tracce del suo DNA personale. Sempre ha avuto, il disegnare di Galliani, un rispetto estremo verso il corpo cui stava donando una pelle: ha osservato le vibrazioni della carta, le venature del legno, non le ha cancellate o soggiogate, ma vi si è adeguato, ha anzi considerato quegli «incidenti» di percorso come un arricchimento, esito di una mano misteriosa, antica, completa; mente al dì fuori delle sue possibilità di controllo, che a lui si affiancava nel dare vita all’opera, fino a sentire l’esigenza di pienamente rivelare ed esaltare, versandovi un pigmento rosso, le scalfitture che una tavola magari reca. [ … ] È sempre stata, quella di Galliani, una sorta di ecologia del disegno, fondata non solo su un atteggiamento di «fraternità» verso i materiali su cui lavora ; considerati come qualcosa di vivo e dì vitale, che subisce, per effetto del suo lavoro d’artista, una mutazione “ma pure sul suo modo peculiare di intendere la tecnica del disegno. [ … ]È, il di; segnare di Galliani, un intrinseco atto d’amore, fondato su un’idea, su un sentimento della visione, e su elementi di una fisicità quasi carnale. Come dice Leonard Cohen in As the Mist Leaves No Scar sul modo in cui un corpo può amarne un altro, Galliani potrebbe dire della maniera in cui disegna: «Come la bruma non lascia sfregi; Sul verde cupo della collina, ; Così il mio corpo non lascia sfregi ; Su di te, né mai lo farà».