Stanze della Meraviglia

Esotismo Fantastico Incanto nella Rocchetta Mattei
29 Luglio 30 Ottobre 2016 – Rocchetta Mattei, Grizzana Morandi (BO)
inaugurazione 29 Luglio ore 19,30
Concept, cura e organizzazione Studio Trasguardo/Bologna:
Direzione artistica, Eleonora Frattarolo
Fotografia, progetto grafico catalogo e comunicazione, Luciano Leonotti
Segreteria organizzativa, Stella Ingino
Organizzazione: Francesco Francia, Fabrizio Medici
Claudio Giannasi-ufficio stampa Unione Comuni Appennino Bolognese
Luca Baldazzi-ufficio stampa Accademia di Belle Arti di Bologna
Ente promotore: Comune di Grizzana Morandi
Con il Patrocinio di:
Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese
Città metropolitana di Bologna, Regione Emilia Romagna
Accademia di Belle Arti di Bologna
Con la collaborazione di: CUBO Centro Unipol Bologna
Per la prima volta nella storia della Rocchetta Mattei (45 minuti da Bologna) un
grande evento d’arte contemporanea con: Alberto Savinio, Elysia Athanatos,
Francesco Bocchini, Mirta Carroli, Vittorio Corsini, Ettore Frani, Omar Galliani,
Maria Elisabetta Novello, Luca Lanzi, Lemeh42, Simone Pellegrini, Piero Pizzi
Cannella, Davide Rivalta, Nicola Samorì, Guido Scarabottolo, Sima Shafti, Amir
Sharifpour.
Tre eventi in un unico progetto sul territorio.
Stanze della meraviglia. Esotismo Fantastico Incanto nella Rocchetta Mattei nasce
in seguito al progetto di valorizzazione del territorio che il comune di Grizzana
Morandi ha attivato fin dal 2012 con l’attività culturale ed espositiva nella
Casa Studio Museo Giorgio Morandi e nei Fienili del Campiaro, con la direzione
artistica di Eleonora Frattarolo. Il 30 Luglio 2016, per la prima volta potranno
essere ammirate nella Casa Studio Giorgio Morandi e nei Fienili del Campiaro le
fotografie (prestatori Eredi di Luigi Ghirri) che Luigi Ghirri realizzò tra il 1989 e il
1990 negli studi di Giorgio Morandi a Bologna e a Grizzana, un percorso intitolato
Ghirri incontra Morandi. In contemporanea in uno dei Fienili del Campiaro i
visitatori vedranno anche le fotografie delle architetture rurali che Luigi Fantini
(prestatore Archivio Fotografico Fondazone Carisbo) realizzò a Grizzana e nel
territorio limitrofo: L’Antico Appennino di Luigi Fantini.
Il percorso nella Rocchetta: ll conte Cesare Mattei diede inizio alla costruzione
della Rocchetta nel 1850, in un clima europeo di radicato eclettismo architettonico,
lo stesso clima che aveva nutrito a Bologna le visioni esotiche e precinematografiche
dello scenografo e pittore Antonio Basoli (Castel Guelfo 1774-Bologna
1848) e che dopo circa vent’anni (a partire dal 1869) avrebbe prodotto
uno dei mitici modelli di riferimento di Walt Disney, il castello di Neuschwanstein
di Ludwig II di Baviera (che ebbe modo di conoscere Mattei), ideato grazie
allo scenografo Christian Jank. Negli spazi e nelle stanze del castello favoloso di
Cesare Mattei, inventore della pratica terapeutica chiamata elettromeopatia, la
cui fama si diffuse dall’Europa all’India alla Russia, prende vita oggi l’itinerario
d’immagini, sogni, allusioni, simboli e memorie che sedici artisti dei nostri giorni
hanno creato in sintonia con gli ambienti fatti realizzare dal Conte, in alcuni casi
ampliati o ripensati dal figlio adottivo Mario Venturoli. Sedici artisti usi a progettare
ed esporre in contesti culturali differenti-Europa, America, Asia, Africa- idealmente
capitanati da uno dei più visionari ed eclettici artisti che l’Europa abbia
avuto nel xx° secolo: Alberto Savinio (Atene 1891-Roma 1952), qui presente con
un capolavoro che è viatico esemplare di mistione di stili e di forme, Gente perbene
(I Genitori), del 1946 (Salottino verde). Quindi, diciassette sono in realtà gli
artisti in dialogo con la creazione del conte Mattei, che ci raccontano la meraviglia
irradiata dalle stanze della Rocchetta non solo attraverso forme irruente,
un incanto per tutti, ma anche attraverso allusioni che con differenti linguaggi
simbolici segnano questa fantastica architettura eclettica. Un itinerario che si
snoderà in stretta empatia con le stanze che l’accolgono, quasi esse stesse l’abbiano
generato. Si inizia con la grande scultura in ferro di Mirta Carroli, rappresentazione
in forma lineare e sintetica dei legami con la Terra, collocata ai piedi
del promontorio roccioso davanti al portone della Rocchetta. Subito dopo una
seconda scultura della Carroli, che si allunga su un terrapieno come una freccia,
con il corpo di metallo e la sua ombra. Poi, nell’imponente Cortile centrale da
cui si diramano i diversi itinarari, un poderoso e tellurico rinoceronte bianco indiano
di Davide Rivalta, che segna lo spazio di raccordo, concreto e ideale, con
l’esotismo propugnato da Cesare Mattei. E in relazione alla mistione degli stili e
all’eclettismo della Rocchetta in questo cortile, la sera dell’inaugurazione dell’esposizione,
sabato 29 Luglio, sulla facciata del corpo centrale verrà proiettato un
video realizzato per quest’occasione da Lemeh42, un omaggio a Mattei, un disegno
in continua metamorfosi che attraversa differenti culture. Oltre il cortile,
nella magnifica Sala dei novanta dove il Conte avrebbe voluto celebrare i propri
novant’anni, due spettacolari mantra – tempo, preghiera, bellezza – su legno,
in grafite e oro, di Omar Galliani. Più oltre, verso i piani superiori, nella Chiesa
che ospita il sarcofago dove è sepolto il conte Mattei, sopra l’altare è il polittico
metafisico silente immemoriale di Ettore Frani; nella navata, sullo sfondo di
boschi e valli, un umile e significativo asinello di Davide Rivalta; nel ballatoio
dove si coagula uno dei punti di energia più potenti del castello, una maschera
mortuaria in gesso di Nicola Samorì, perimetro del percorso del tempo, limite
fragile tra presenza e disparizione; nei pressi del sarcofago che ospita il corpo di
Mattei una bambola-feticcio di Luca Lanzi, evocazione di immemoriali ritualità
funebri. All’uscita dalla Chiesa, sul Belvedere che porta ai piani più alti, un’apparizione,
un Centauro, sagoma in ferro di Guido Scarabottolo che soprintende
al paesaggio e alle metamorfosi dei regni della Natura. Nel quadriportico con
la fontana dei leoni che cita l’Alhambra, la barca di Amir Sharifpour, con scafo
coperto da uno specchio, che riflette la luce e l’architettura circostante. Da qui
nella Sala della musica, dove a cascata, dal soffitto verso il pavimento, scendono
i flussi di segni di parole di ritmi originari, che Simone Pellegrini ha formato
sulla vastità di carte disegnate incise dipinte. Ancora più su, nelle stanze che
innalzano lo sguardo del visitatore oltre le serpentine dei due fiumi che si snodano
nel territorio di Riola, oltre la roccia sui cui prende piede questo paesaggio
nel paesaggio che è la Rocchetta del conte Mattei, vi è la Sala della Pace, dove la
classicità di un’inscrizione su cenere realizzata in funzione di questo percorso e
di questa stanza da Maria Elisabetta Novello si dispiega sull’ampio pavimento,
ed è gesto, pensiero che diventa forma, proiezione della memoria in un futuro
possibile. Ai lati della stessa Sala, due stanze a pianta circolare in cui sono posati
i vasi alchemici di Elysia Athanatos, uno fesso e uno integro, rilucenti d’oro
all’interno.
Ed è su questo percorso, nella Sala gialla, che Vittorio Corsini, con un’opera in
acciaio e cristallo, crea uno scarto e rende immagine una pratica del viaggio in
cui ciò che si attraversa diviene mero “souvenir”, coagulo di immagini rilucenti
di stereotipìa. Dopo di lui, le aggregazioni purissime dei gioielli in argento
e frammenti di ceramica antica, di Mirta Carroli, disposte nel piccolo studiolo
con scalinata in legno realizzato nella torre medioevale dell’originario castello
matildico. E mentre il visitatore si avvia verso la Sala rossa, un alto vaso dal corpo
madreperlaceo, di Piero Pizzi Cannella, segnato alla base dai profili delle
architetture del mondo, svetta nella stanza della torre pentagonale. Poi, la Sala
rossa, che taluni dicono possa essere stata anche studio medico del Conte, con
le installazioni dedicate alla medicina antica e moltitudini di oggetti in ordine
ludicoparatattico e sanitarioelencativo, di Francesco Bocchini. Infine, suggella
questo viaggio nell’immaginario eclettico europeo, che con Cesare Mattei diviene
paesaggio, casa, spazio terapeutico, scenografia rutilante di luoghi dell’altrove
coagulati sulla roccia di Riola, il tappeto di terre e filati di Sima Shafti,
che nella Torre della vedetta, in caratteri persiani, poeticamente celebra la forza
delle acque citando un Poeta persiano del ‘900, così presenti attorno al castello,
così preziose per la pratica terapeutica di Cesare Mattei.
Catalogo a cura di Eleonora Frattarolo, Grafiche dell’Artiere Editore.
Realizzato grazie alla collaborazione di CUBO Centro Unipol Bologna
Si ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
per la gentile ospitalità.

Artisti:
Alberto Savinio
Elysia Athanatos
Francesco Bocchini
Mirta Carroli
Vittorio Corsini
Ettore Frani
Omar Galliani
Maria Elisabetta Novello
Luca Lanzi
Lemeh42
Simone Pellegrini
Piero Pizzi Cannella
Davide Rivalta
Nicola Samorì
Guido Scarabottolo
Sima Shafti
Amir Sharifpour
Per informazioni telefonare
Martedì e Giovedì dalle 15.00 alle 18.00 al numero 051/916845
orari: Venerdì, Sabato, Domenica 9,30-13,00/15,00-19,00
da Lunedì 8 a Domenica 21 Agosto 9,30-13,00/15,00-19,00
Ingresso € 10.00
e-mail: visitarocchetta@gmail.com
www.rocchettamattei-riola.it
Come arrivare alla Rocchetta Mattei:
Strada Provinciale 62, 40030 Grizzana Morandi BO
IN AUTO: da Bologna autostrada A1 fi no a Sasso Marconi dove si DEVE uscire
per entrare sulla SS64 fi no a Riola; da Firenze autostrada A1 direzione Bologna
fi no a Pian del Voglio direzione Castiglion dei Pepoli quindi direzione Camugnano,
Riola; Da Pistoia Statale 64 direzione Porretta Terme da dove proseguire
per Riola. IN TRENO: ferrovia Porrettana Bologna-Pistoia, da Bologna treni ogni
ora fermata Riola, da Pistoia scambio a Porretta Terme (verifi care coincidenze
maggiormente favorevoli). Dalla stazione di Riola alla Rocchetta circa 1200 mt,
15-20 m’ a piedi (in gran parte non è presente il marcapiede). Servizio Taxi prenotabile
Cumani&Verardi 339 2274307, Montebugnoli Gianfranco 345 7001015
Ufficio stampa: Laboratorio delle Parole di Francesca Rossini – Bologna (I)
Lugano (CH) Notizie@laboratoriodelleparole.net – tel (+39) 335 5411331 e (+
39) 339 8762443