Les Copains featuring Omar Galliani “Nuovi Santi, Nuovi Fiori”. Progetto a cura di Leonardo Rotatori

Live Performance Tour
12 aprile 2012 dalle ore 19.00, L’Inde le Palais, Bologna.

Progetto a cura di Leonardo Rotatori

 

Les Copains presenta un inedito progetto di commistione tra arte e fashion con l’artista Omar Galliani a cura di Leonardo Rotatori (Mazzotta Art Selection).

Al centro dell’iniziativa  un’opera “Nuovi Santi, Nuovi Fiori” realizzata da Omar Galliani. L’artista, premiato nel 2003 alla 1a Biennale di Pechino, ha già collaborato in passato con la Maison per la presentazione di “The Other Side of Russia” all’ultima Biennale di Venezia.
Il nuovo progetto dal titolo “5801 Nuovi Fiori, Nuovi Santi, 2013” presentato dall’artista e dal curatore (premiati all’ultima Biennale Internazionale di Arte di Venezia dalla Presidenza della Repubblica) prende la forma di un work in progress che coinvolge il pubblico in un’opera d’arte partecipativa che ha come veicolo un capo d’abbigliamento Les Copains, in edizione limitata di 5801 pezzi, venduto in coppia su cui è riprodotta, divisa in due metà, l’opera/messaggio di Omar Galliani.
A partire dal momento dell’acquisto in negozio il doppio capo dà inizio ad una dimensione performativa che viene sviluppata attraverso stimoli che Curatore e Artista daranno fino al Giugno 2013 (…poi sorpresa!) attraverso i tipici canali delle piattaforme dei piu’ importanti social network globali.

In attesa di ricevere feedback che mostrino il dipinto di Omar Galliani nella sua interezza, cioè con i due capi indossati contemporaneamente da una coppia “unita”, il cliente-testimone verra’ infatti invitato a fotografarsi con indosso l’opera in edizione “coinvolgente/avvolgente” e a trasmettere l’immagine sulla piattaforma web atelierlescopains.com.
La summa di tutte le singole esperienze performative confluirà in un unico wall collettivo, dando vita ad una installazione che verrà esposta alla prossima Biennale.
L’iniziativa verrà presentata attraverso un tour in giro per il mondo in location di varia natura, dai monobrands Les Copains ai malls dove la griffe è presente, ma anche attraverso le gallerie d’arte o i musei.
Les Copains incontra il mondo dell’arte con un progetto dal respiro internazionale, destinato a comunicare con un linguaggio contemporaneo, tra le altre cose, l’amore per l’eccellenza del Made in Italy e la cura “creativa”‘ per i propri clienti

LETTURA DELL’OPERA

L’opera ci mostra un gesto molto semplice: un bacio.
Questo bacio è stato disegnato da Omar Galliani nel 2001-02 e portato in Cina in occasione della Biennale di Beijin (2003).

Perché Galliani ha portato quest’opera in Cina?

Se si osserva bene, le due figure rappresentate hanno delle caratteristiche fisiche appena accennate che però si distinguono molto bene.
A sinistra c’è una bella donna, di una bellezza si direbbe occidentale, una di quelle classiche da rivista.
A destra c’è un ragazzo. Lo zigomo e il taglio degli occhi sembrano orientali.
L’azione è chiara. Si tratta di un bel bacio. Ma se si osserva bene, al centro dell’opera, tra uomo e donna, c’è una mano, che ha un ruolo molto importante. E’ un gesto di lei, che con decisione avvicina a sé lui. Se lei è l’Occidente e lui è l’Oriente, ecco che l’immagine si carica di un secondo significato: l’Occidente chiama a sé l’Oriente.
Se si osserva ancora meglio, vedi che l’immagine nel suo insieme è simile a una cartina geografica: il mondo (con le zone scure che potrebbero essere montagne o boschi). Anche il colore è quello della terra, non è il colore tradizionale di volti e corpi.
Tra lui e lei, i due mondi, non c’è separazione, ma unione. Lei seduce lui. L’Occidente attrae a sé l’Oriente. La seduzione è in corso. L’opera è del 2001, l’Oriente allora era ancora lontano dall’Europa, diversamente da oggi. Dopo dieci anni la seduzione è ormai avvenuta.

Che cos’è nato da questa seduzione?

L’immagine rappresenta due persone che a loro volta rappresentano due popoli, due culture.
Ci sono poi altri ingredienti che Galliani ci dà: le due persone non sono sole, sono accompagnate dalla loro storia, che è per entrambe profonda e sacra. Quei piccoli teschi che compaiono vicino a lui e lei sono le persone che non ci sono più, i loro antenati e i loro simili del passato. Ognuno di loro ha permesso che si creasse un sistema, un universo, un mondo, che ha lasciato come eredità alle nuove generazioni.
C’è anche una luce bianca che proviene dall’alto, come la luce divina.

L’opera si chiama NUOVI SANTI, NUOVI FIORI
I santi non sono quelli della tradizione religiosa, ma uomini e donne moderni venerati per i propri meriti, per il loro ruolo, tutto terreno e quotidiano, di madri e padri.
Ma perché i fiori? Quando due persone di differenti culture si incontrano nascono nuovi semi, che germogliano e arricchiscono il mondo. L’unione di popoli differenti, che però appartengono alla stessa terra e sono illuminati dalla stessa luce, genera “nuovi fiori”.
Questo è lo stimolo che Galliani ha dato all’Accademia di Beijin nel 2003. Ha vinto il premio della Biennale e l’opera, con il suo messaggio, è poi partito per un tour in dodici città.

I cinesi allora premiarono la visione dell’artista e noi ora?

Dieci anni dopo, noi siamo capaci di accettare la diversità e considerarla un’eccezionale opportunità di crescita? Abbiamo accettato la visione dell’artista? Abbiamo accettato l’invito a incontrare e capire il diverso da noi?

Da italiano (occidentale) sono partito e ti ho incontrato (tu, orientale); ti ho accettato e tu hai accettato me, nonostante le nostre diversità.
Entrambi siamo rappresentanti delle nostre due diverse culture.

Abbiamo seminato? Cosa è nato? Un fiore?

Questa è la storia di tutti quelli che partono dai loro paesi, viaggiano e trovano diverse culture. Poi lavorano la nuova terra e curano il giardino comune.